I LIBRI DI SILVIO MARENGO

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LA SQUADRA TONDA

Romanzo breve
Editore: L’AUTORE LIBRI - FIRENZE 1995
Sottotitolo: la bella estate di un adolescente alla scoperta del mondo del lavoro
Epigrafe: Dedicato al lavoro duro degli artigiani


Commento: E’ la storia di una “bella estate” raccontata con trasporto dal protagonista: uno studente liceale che durante l’estate decide di andare a lavorare in un laboratorio artigiano di falegnameria.
Si susseguono quindi una serie di vivaci racconti in cui Silvio si confronta ed entra in contatto con un mondo a lui sconosciuto sino a quel momento :quello del lavoro. L’impatto è sicuramente positivo, e dai vari Mino,Maio, Tonio, Bertu, Osvi,Vigi, ma soprattutto dal signor Robaldo , il ragazzo imparerà un’ autentica lezione di vita, che mai nessun testo scolastico potrà spiegargli così chiaramente.

Il linguaggio usato dall’autore, colorito di inflessioni dialettali nonché di espressioni tratte dal gergo quotidiano,rende più brillante e viva la narrazione di questa “avventura” estiva che,lungi dall’essere solo una distaccata raffigurazione del mondo adulto- lavorativo- indagato dagli occhi curiosi ed attenti di un adolescente, ha il merito di aver contribuito alla crescita e maturazione interiore del giovane protagonista, che solo alla fine dell’estate ,pronto a riprendere gli studi, capirà e sentirà il peso di quell’esperienza.

Prezzo : 10 euro - pagg.108
UNA RECENSIONE :

Un libro del fossanese Silvio Marengo

LAVORO MAESTRO DI VITA

La “bella estate “di un adolescente

Lavorare il legno.Non è solo un mestiere : come in tutti i lavori artigianali, c’è un rapporto “fisico” tra la materia e chi la usa,una connessione strettissima quanto più è dolce la materia. E’ forse questo particolare rapporto che consente a Silvio, studente liceale che durante l’estate si “giusta”presso una falegnameria, di scoprire,attraverso i compagni di lavoro, molti aspetti inediti della vita.
E’ davvero una “storia di vita” il libro di racconti del fossanese Silvio Marengo ”LA SQUADRA TONDA” : un insieme di episodi , piccoli e grandi , visti e valutati dall’ occhio attentissimo di un adolescente alla scoperta del mondo. C’è un po’ di tutto nel piccolo mondo della falegnameria: ci sono gli scherzi atroci degli operai più “vecchi”ai pivellini (tra cui quello che dà il titolo al volume), ci sono le rivalità ,c’è la figura burbera del padrone, c’ è l’amore. Così , tra un’imprecazione di Tarzan Pino, uno scherzo di Mino,l’estate vola via e a Silvio rimane “solo” una bella lezione di vita.
Scritto con una vena di ingenua “naivete” LA SQUADRA TONDA si fa leggere d’un fiato per la tenerezza dei suoi personaggi, la freschezza delle espressioni gergali, la semplicità della narrazione . Dalle pagine del volume traspare un’umanità diffusa,forse non espressa, tipica della nostra provincia , che al momento buono emerge con tutto il suo vigore riportando le cose nel giusto binario .

Miche Berra - IL CORRIERE DI SALUZZO - 27-10-1995
Altri articoli di stampa riguardanti LA SQUADRA TONDA sono comparsi su :
-LA PIAZZA GRANDE - Prof. Beppe Manfredi - 15-10- 1993
-LA FEDELTA’ - Carlo Lenta - 21 –10-1995
-LA PIAZZA GRANDE - Prof. Beppe Manfredi - 11-09-1998
-IL CARAGLIESE - -Giorgio Buridan – 06-04-2000
-IL TANARO di Alba,Bra,Langhe e Roero - 14-12-2001
-RIVISTA A.S.L.A.I -Marcello Berlucchi - Luglio 2004

 
IL MESTIERE DI CRESCERE

Romanzo
Editore: L’ARTISTICA SAVIGLIANO –2000
Sottotitolo: Un adolescente diventa uomo tra i Carpentieri edili
Epigrafe: Quante strade è costretto a percorrere un uomo Prima che tu possa chiamarlo Uomo !
(Bob Dylan)


Commento dello scrittore Franco Piccinelli: - “Il Mestiere di Crescere” è un romanzo… bello e pulito,semplice e schietto,che si legge con il piacere che dà un bicchiere di latte di antica mungitura…. …il primo capitolo ci fa incontrare con il prim’attore e subito ne sentiamo simpatia,siamo attratti dal suo sogno,oggi non comune, perché un tempo forse fu comune:quello di crescere bene nonostante la forzata interruzione degli studi…grazie al desiderio-imperio di non pesare o di non contare sull’aiuto dei parenti collaterali…
…anche il racconto della prima volta di Duccio con una donna, dopo tante iniziazioni sfiorate, è di dolcezza e tenerezza inusitate, nitida e tuttavia avvolta in un educato pudore…

…Il romanzo si conclude con un capitolo-epilogo, dove si dà conto dei maggiori personaggi incontrati per strada,della loro ventura. E alla fine si rimane con un gusto di pulito,di vero, di verosimile e attendibile, compartecipi di una sorte che è fausta se ci si impegna a darle una mano, se la si smuove dai suoi eventuali antri… -

Prezzo : 10 euro - pagg.128
UNA RECENSIONE :

Presentato a Fossano il secondo romanzo di Silvio Marengo
IL MESTIERE DI CRESCERE
Quando la vita si impara lavorando in mezzo agli adulti
Come si impara a crescere nel mondo del lavoro?Della scuola , tanto quanto , si sa qualcosa: gli studenti hanno maggiori possibilità di farsi sentire, di raccontare sentimenti, difficoltà e modi di vivere. Chi dà voce ad un apprendista ? Quand’è che un giovane lavoratore ha l’ opportunità di raccontarsi? Quasi mai . Per questo risulta particolarmente interessante il libro del fossanese Silvio Marengo “IL MESTIERE DI CRESCERE”, presentato la settimana scorsa davanti ad un folto pubblico, nel salone di Cascina Sacerdote.
Il romanzo racconta la vita di un giovane muratore, dall’adolescenza alla maggiore età, seguendolo giorno per giorno in cantiere. Una vita semplice ,quella di Duccio, ma molto verosimile. Attraverso Duccio possiamo immaginare come possa essere l’impatto con il lavoro per un ragazzo di sedici anni, come possa trovarsi tra persone più grandi. Interessante come il cantiere si trasformi, per Duccio, orfano di padre e di madre , in una vera e propria scuola di vita. … -Questo libro – come ha detto il sindaco Beppe Manfredi nell’incontro di presentazione- mantiene lo stesso ritmo e la stessa scansione del precedente. La vicenda lavorativa di Duccio ha una sua poesia: il ragazzo impara giorno dopo giorno incontrando e intessendo rapporti con uomini dalle personalità più diverse.-
Il racconto riflette con discrezione i sentimenti , gli interrogativi, le speranze, i sogni di un adolescente; stride, nel romanzo come nella vita, il confronto tra il modo di sentire del ragazzo e quello degli adulti. Tuttavia Duccio riesce a inserirsi,senza dover rinunciare troppo ai suoi valori, ma “imparando” pian piano a capire gli adulti. Chiunque abbia incominciato a lavorare giovane, si riconosce nella curiosità del protagonista, nella sua voglia di bruciare i tempi, nei suoi imbarazzi. Curioso il gergo dei carpentieri,che Marengo inserisce nei dialoghi,offrendo così un quadro interessante sui modi di dire, sui doppi sensi, sulle frasi allusive tipiche dell’ambiente. In questo contesto Duccio appare particolarmente bravo, perché capace di intuire, adeguarsi, senza tuttavia perdere la schiettezza tipica dell’adolescenza….
….Ha detto lo scrittore Franco Piccinelli: -Adesso i ragazzi non passano più attraverso queste esperienze di iniziazione, quasi una ricerca filosofica, un’indagine su sé stesso…. Non è detto che per rendere interessante una storia occorra “intrucidarla”. Quella di Duccio è una storia semplice, che però non conosce la noia. Il lettore non può non innamorarsi di Duccio,della sua ingenuità e del suo candore, della sua bontà e della sua bellezza. Silvio Marengo ,intervenendo alla presentazione del suo libro, ha confermato la valenza in qualche modo pedagogica del romanzo. Crescere significa attraversare prove difficili, momenti di crisi e di imbarazzo, imparando la resistenza necessaria per giungere agli obiettivi prefissati.-
Marengo, nel raccontare le ragioni di questo suo secondo romanzo, ha fatto un parallelo tra il cantiere in cui è ambientato il romanzo,dove Duccio concorre a costruire un edificio con la “costruzione” di un libro.
–Come nella casa i mattoni sono tenuti insieme dal cemento, così nel libro i fatti e le parole sono legati dalla fantasia che ha un ruolo molto importante.-

Luigina Ambrogio - LA FEDELTA’ - 31-05- 2000

Altri articoli di stampa riguardanti IL MESTIERE DI CRESCERE sono comparsi su:

CUNEO PROVINCIA GRANDA – Roberto Franzini Tibaldeo - maggio 2000
CORRIERE DI FOSSANO,CENTALLO E OLTRESTURA - 16 –05- 2000
PIAZZA GRANDE - Sabrina Asteggiano - 23-05- 2000
CORRIERE DI FOSSANO - Marianna Mancino - 30-05-2000
LA FEDELTA’ - Luigina Ambrogio - 31-05-2000
IL LANCIMANO - Gianluca Damilano - 02-06-2000
TANARO SETTE - Beppe Malò - 06-06- 2000
PIAZZA GRANDE – Mario Abrate – 20-06-2000
IL CORRIERE DI FOSSANO- Elisabetta Pantano – 27-06-2000
LA BISALTA - 07- 07- 2000
IL CORRIERE DI SALUZZO- Mario Banchio - 14-07- 2000
GAZZETTA D’ ALBA- Fabio Gallina - 19-07- 2000
IL CORRIERE DI ALBA, BRA.- Marianna Mancino - 25-07- 2000
IL SAVIGLIANESE - mi. la - 27-07 – 2000
LA FEDELTA’ - 27-02- 2002
PIAZZAGRANDE - Valentina Bausano – 12-03 –2002
LA FEDELTA’ – Elisabetta Capello Levrone – 13-03-2002
FOSSANO IN MOSTRA - - Aprile 2002
PIAZZAGRANDE- Tiziana Capello - 04-03-2003
http//members.fortunecity.it/triaxis - 28-05-2007

 
IL MICIO ELETTRICO

Racconti
Editore: MICHELE DI SALVO EDITORE
sito : www.disalvoeditore.it
Sottotitolo: Storie di cani, gatti ed altri animali raccontate da un veterinario cuneese.
Epigrafe: Due cose mi sorprendono : l’intelligenza delle bestie e la bestialità degli uomini.
(di Paul Bernard ,commediografo )


Commento : L’amore per la Natura e la passione per gli animali ,in particolare quelli domestici, che l’ autore ha avuto la possibilità di frequentare fin dall’ infanzia , lo hanno indotto a scrivere questi racconti che hanno come centro di interesse gli animali , i comportamenti ed una maggior loro comprensione . Ci parlano di curiose vicende di gatti sopravvissuti , di cani da utilità , vitelli saltatori , salami fatti in casa, vacche al pascolo …

Sono racconti tratti dalla pratica di un veterinario delle aziende agricole , calati nella realtà odierna , che mettono anche in luce aspetti poetici del rapporto dell’uomo con la natura.

Prezzo : 10 euro - pagg.86
UNA RECENSIONE :

Le narrazioni aventi come soggetto gli animali sono parte del patrimonio culturale dell’ umanità dai tempi antichi di Esopo e di Fedro e, ancora, dei numerosi, ( e spesso splendidamente miniati ) codici medievali in cui la scienza si trasforma in racconto ed il racconto vuole comprendere, anche, informazioni ritenute “scientifiche”; ci vorrà poi l’opera dei fratelli Grimm per avere una definitiva sistemazione della materia , adatta a ripescaggi anche in pieno Novecento. Non sfugge dunque ad un’illustre quanto meraviglioso retroterra letterario anche “Il Micio Elettrico”, nuova fatica letteraria del medico zooiatra fossanese Silvio Marengo edita da Michele Di salvo Editore,nella quale, sin dal sottotitolo “storie di cani, gatti,ed altri animali domestici” è evidente la volontà dell’autore di stupire ed ancora una volta meravigliare i lettori sempre più sofisticati del 2005 con un insieme di racconti in cui i protagonisti sono proprio loro, i consueti animali che accompagnano l’uomo nella sua quotidiana strada fatta di fatica e di gioia.
Il fatto straordinario, a questo punto è bene dichiararlo subito, è però che questi tredici racconti scaturiscono sempre dalle esperienze e dalle situazioni che nascono grazie alla professione esercitata da Silvio Marengo, e riviste,semmai, nella prospettiva elaborata dell’osservazione e del ricordo , in un intreccio decisamente interessante, che cattura immediatamente il lettore . Così, sfogliando e leggendo le pagine di “Il Micio Elettrico”, ci imbattiamo in una volpe astuta ed affamata, anche di gattini (Il gatto e la volpe), o di quattro coniglietti orfanelli allattati da una gattina siamese(Aggiungi quattro posti a tavola),di un tremante gattino allevato dall’ affetto Umano(Il trovatello) e di altre vicende ancora che hanno per protagonista Fortunello, ed altri gatti ancora, in relazione biunivoca, per così dire con esseri umani ed altri animali domestici in un intreccio incredibile,in cui ritroviamo la voglia pura del racconto, ma anche della descrizione ,ed implicitamente dell’insegnamento che ci può giungere proprio dal mondo animale. Come giustamente afferma Franco Piccinelli nell’introduzione al volumetto, Silvio Marengo, con una prosa volutamente piana e quotidiana , quasi in un ideale colloquio con il lettore sentito e percepito come un amico “ narra intendendo il lettore… come uno con il quale confidarsi più che stupirlo.
Avrebbe di sicuro potuto giostrare con la fantasia, inventare episodi romanzati e romanzeschi , costruirsi una nicchia da protagonista. Ha preferito capire e farsi capire con l’ onestà intellettuale di chi ha conoscenza di se stesso e stima degli altri .” L’autore ,insomma, ha narrato sapendo di operare un duplice scambio : realizzare il racconto partendo dalla realtà e dalla sua professione, (e dai suoi sentimenti di sincero ed appassionato indagatore della natura) e formare così una compiuta “scrittura”che propone piccoli miti senza spazio e senza tempo, nei quali ritrovare quelle emozioni e quei sentimenti sempre più disattesi, nella sconvolgente e frenetica società contemporanea.

Libreria Crocicchio - IL NUOVO BRAIDESE - 28-05 –2005

ALTRE RECENSIONI :
FRANCO PICCINELLI – giornalista e scrittore - 07-09-2003
IL NUOVO PROGRESSO VETERINARIO - N. 11 - 2004
LA PIAZZAGRANDE - - 07-12-2004
LA FEDELTA’ - - 08-12-2004
LA PIAZZAGRANDE - Valentina Bausano - 14- 12- 2004
LA FEDELTA’ - Silvia Sanmory - 15- 12- 2004
www.paroledi seta.net/recensioni - Luciano Jolly - 12- 09- 2005
PRAXIS VETERINARIA - Ulrico Agnati - n.XXVIII- 1-2007

 
HO FATTO NASCERE GLI ANIMALI

Racconti
Editore: ASTEGIANO EDITORE
Sito : www.astegianoeditore.it
Sottotitolo: diario di un veterinario
Epigrafe: Come veterinario credo nella Natura e nella scienza, come uomo credo nel lavoro, nei sogni e nella coscienza


Commento: Questo libro vuole essere un insieme di racconti sul tema della nascita degli animali , non da un punto di vista scientifico,ma dal punto di vista di chi ha praticato questo tipo di lavoro. Vuole essere una testimonianza del grande patrimonio di conoscenze, della sudata esperienza , nonché della profonda umanità che vengono date per scontate da allevatori e veterinari pratici , ma che sono pressoché sconosciute alla maggior parte della popolazione.
Si prefigge inoltre di spiegare con parole comprensibili le problematiche riproduttive con riguardo ai diversi casi , descrivendone le particolari circostanze ,gli stili di vita, i fatti che hanno preceduto, accompagnato o seguìto la nascita di alcuni animali , con particolare riferimento agli aspetti aneddotici che sono tutti reali e che dimostrano come ormai è la realtà ad essere fonte di meraviglia , in un mondo ormai appiattito ed omologato.

Prezzo : 12 euro - pagg.213

Leggi una recensione

Il testo del libro "ho fatto nascere gli animali" è scaricabile in formato e-book in lingua inglese sul sito amazon.it e amazon.com, cliccando l'immagine qui sotto.



UNA RECENSIONE : Diario di un veterinario

Sarebbe in errore chi pensasse che il libro che qui proponiamo come invito alla lettura (HO FATTO NASCERE GLI ANIMALI , diario di un veterinario , di Silvio Marengo, Astegiano Editore,213 pagine, 12 euro,) fosse un’opera destinata ai soli “addetti ai lavori” ossia i medici veterinari , o anche soltanto a coloro che si contraddistinguano per un particolare amore per gli animali .
Il testo del dr. Silvio Marengo, che ormai da quindici anni svolge con passione la professione di medico veterinario per bovini da riproduzione , piccoli animali ed altre specie domestiche, si presenta invece come un’ interessante riflessione sul tema del nascere per venire alla vita.
Partendo dal racconto di singoli episodi di parti di animali da lui personalmente eseguiti e portati a felice esito, il clinico offre una testimonianza del suo personale patrimonio di conoscenze , della provata esperienza, ma soprattutto della profonda umanità che, se sono date per scontate da allevatori e veterinari pratici, sono pressochè sconosciute alla maggior parte delle persone . Il linguaggio fresco e scorrevole, inoltre ,che veicola numerosi e simpatici elementi inscrivibili in una gradevolissima aneddotica che apre alla bellezza e al valore del mondo agreste, è un ulteriore elemento che rende la lettura sempre interessante e mai scontata .
Un’occasione in più per riflettere su come anche oggi , in un mondo sempre più appiattito ed omologato, sia possibile meravigliarsi di fronte allo spettacolo della natura che non finisce di stupirci e di ridestare in ciascuno di noi sempre nuova ammirazione per il miracolo della vita che si rinnova.

GAZZETTA D’ ALBA - Guido Colombo - 05-12-2006

ALTRE RECENSIONI :
IL SAVIGLIANESE - Lino Fogliato - 02-11-2006
LA STAMPA - Gianni Martini - 12-11-2006
LA CITTA’ (VITERBO) – Agnese Galeotti - 22-11-2006
LA FEDELTA’ - Lino Fogliato - 29-11-2006
LIBRI RIBELLI - - 06-01-2007
LA PIAZZA GRANDE - Massimo Giaccardo - 06-03-2007
LA FEDELTA’ - Beniamino Ramonda - 21-03-2007
IL PROGRESSO VETERINARIO - maggio 2007
www.rivederlestelle.net/recensioni/Marengo - 28-05- 2007
Trinità INFORMA -giugno 2008-

 
SOTTO L'ALBERO DI SAMBUCO

Racconti
Editore: LITHO 2000
Daniela Boglione - Franco Luigi Carena - Silvio Marengo


Prefazione di Bruno Gambarotta

Leggendo le fiabe ideate da uomini di ogni tempo e paese che fanno agire come protagonisti animali antropomorfi, cioè simili all'uomo nel dono della parola ma soprattutto nei sentimenti e nelle emozioni, non possiamo fare a meno di pensare a come potrebbero essere delle fiabe scritte da animali facendo agire esseri umani.
Gli animali sono personaggi comodi per i favolisti perché non possono protestare, intentare causa per diffamazione, chiedere i danni, vendicarsi.
Non dimentichiamo che i maggiori favolisti dell'antichità, Esopo e Fedro, erano nati schiavi e che il grande La Fontaine visse durante la monarchia assoluta del Re Sole Luigi XIV, in un'epoca in cui era sufficiente una "lettre de cachet" firmata dal sovrano per rinchiudere in carcere un suddito, senza processo e senza limiti di tempo.


Perciò non ci stupiremo se la morale sottesa alle loro favole, come quella dei proverbi (distillato di saggezza popolare) esorta alla sottomissione, alla prudenza, ad accontentarsi, a non avere ambizioni pericolose, a considerare immutabile la gerarchia sociale.
Ma gli animali delle favole non sono solo un comodo schermo, sono anche uno specchio della nostra umanità. Le moderne narrazioni, in forma di parole, di strisce a fumetti o di cartoni animati, trasmettono il concetto che la vita, il "bios", non ha confini, che fra l'uomo e l'animale l'unica barriera è il linguaggio, ma a saperli ascoltare con rispetto anche gli animali sanno comunicare paure, gioie e dolori.
Grazie anche a queste favole, si sta diffondendo nel nostro tempo una diversa sensibilità nel rapporto fra gli uomini e gli animali. Un esempio probante è l'accettazione generaliz¬zata della nozione di "pet animal", dal verbo "to pet", coccolare. L'animale coccolato di¬venta automaticamente individuo, esce dalla massa indistinta, cessa di essere commestibile. Come noi non mangiamo la carne dei cani e, salvo rare eccezioni, quella dei gatti, gli sta¬tunitensi rigettano l'idea di nutrirsi con quella dei conigli poiché sovente il "rabbit" è un animale domestico come lo sono i cani e i gatti. Del pari la carne equina negli Stati Uniti è riservata alla preparazione di cibi per animali, in quanto il cavallo, nei decenni che hanno preceduto la motorizzazione, ha formato un'inscindibile coppia con i pionieri che avanzavano verso il selvaggio West. Il furto di un cavallo era punito con la pena di morte in quanto sottrarre il cavallo a un pioniere equivaleva a farlo morire. Durante l'ultima guerra mia madre allevava sul balcone che si affacciava sul cortile della casa di città una gallina per avere le uova fresche, introvabili al mercato. Un brutto giorno quella gallina balzò sulla ringhiera del balcone a da lì, spaventata forse dalla sua stessa audacia, o credendo di essere un uccello, volò giù dal quarto piano sfracellandosi in cortile. Mia nonna, memore della fame patita da giovane, la cucinò ma fu l'unica a mangiarla, sotto gli occhi inorriditi di noi ragazzi in lutto per la morte di un animale di casa. Perciò la funzione pedagogica di queste fiabe, al di là della morale spicciola che detta utili regole di comportamento e di prudenza, consiste nel fare entrare a pieno titolo gli animali nel cerchio degli esseri viventi che hanno il diritto di essere rispettati. E poiché gli autori di favole imprestano agli animali che mettono in scena caratteri, attitudini, vizi e virtù peculiari all'uomo, è quanto mai giusto e opportuno che in questo libro a ogni favola si accompagni una sintetica scheda che riconduce l'animale protagonista ai suoi veri parametri scientifici.
I giovani lettori di questa raccolta di fiabe usciranno da quest'esperienza avendo acquisito un nuovo sguardo da rivolgere ai nostri amici animali, nella consapevolezza che noi e loro siamo legati a un comune destino. Si uniranno i lettori alla schiera di coloro che si battono per abolire riti crudeli come le corride e le manifestazioni in diverse città italiane (Siena ed Asti fra tutte) legate a un Palio dove, per vincere ad ogni costo, i cavalli sono drogati fino a ferirsi o scoppiare. Non resteranno indifferenti allo spettacolo delle inutili sofferenze inflitte agli animali ingrassati a forza prima di essere macellati. Respingeranno nel buio di un passato feroce i rituali del capro espiatorio, per cui le colpe degli uomini erano caricate addosso a un animale innocente da sacrificare per placare l'ira degli dei.

Prezzo : 12 euro - pagg.116

Le favole di questo libro sono state liberamente tratte da Fedro, Esopo, La Fontaine ed altri autori che non è stato possibile individuare. Se qualche lettore ci sapesse fornire il nome degli autori saremmo felici, nella ristampa, di annotare le citazioni. Le favole che portano la sigla S.M. sono invece scritte da Silvio Marengo. Il libro percorre tre sentieri: - il primo quello delle favole raccolte o scritte da Silvio Marengo,
- il secondo quello delle notizie biologiche e curiosità raccolte e scritte da Daniela Boglione,
- il terzo quello dei disegni, cercando una prospettiva diversa ed affascinante, eseguiti da Franco Luigi Carena.

RECENSIONI

BRA OGGI -Maurizio Racca- 25-11-2007

BIOGRAFIA DEGLI AUTORI

DANIELA BOGLIONE vive a Marene (CN) e lavora nel sociale.
Accompagnatrice naturalistica, conosce le abitudini degli animali in genere, ma in particolar modo quelli presenti sul territorio dove vive.
Collabora con alcuni Parchi con attività didattiche, visite guidate e laboratori per bambini.

FRANCO LUIGI CARENA vive a Cavallermaggiore (CN) dove può dedicarsi alla pittura, da anni pubblica libri che trattano le esigenze della vita.
Opere precedenti:
- Preghiere di casa nostra(per le illustrazioni) © 1998 Ed. Mario Astegiano, Marene CN.
- Cieli (Poesie) ed. MILLE © 1999, Torino.
- Per le strade dell 'infinito (Poesie) ed. MILLE © 2000, Torino.
- Attraversando il mare (Poesie e Saggio sulla pace) ed. MILLE © 2002, Torino.
- Ginnastica a corpo libero (Manuale di attività motorie) ed. Gribaudo © 2003, Savigliano CN.
- Ai confini della terra (Poesie e Saggio sulla giustizia) ed. MILLE © 2004, Torino

 
IL BUE BIUND e altri animali di Langa

Racconti
Editore: ARABA FENICE 2012

Prefazione di Donato Bosca
Postfazione di Enrico Ottaviano
I bei racconti di Silvio Marengo mi hanno per un attimo riportato a quegli anni, quando era normale andare a chiedere consiglio ai settemini e ai guaritori, quando in casa sentivo mio padre e i suoi amici cacciatori narrare di inseguimenti, trappole, colpi di fucile, con lepri, pernici, marenche che sfidavano ogni giorno l’uomo, lottando per la propria sopravvivenza e per quella della prole.

Un mondo arcaico, per certi aspetti primitivo, con le sue leggi, infiniti episodi di complicità tra uomo e animali, una familiarità che risultava evidente già a partire dai nomi perché era normale che anche i gatti, i vitelli, persino le galline, avessero un segno distintivo, un soprannome, un difetto fisico o una particolarità nel piumaggio, nel pelo e nel colore che li distingueva uno dall’altro.
Solo un veterinario amico della natura e degli animali poteva accompagnare tutti noi a riscoprire quel mondo e a riascoltarne in silenzio le voci.

Prezzo : 14 euro - pagg.142

Ecco il video di presentazione del Libro "Il bue biund".
Per questo video si ringrazia la gentile collaborazione del signor Beppe Fenocchio di Arguello.


 
Il gatto Arneis
Racconti di un veterinario


Romanzo
Editore: ARABA FENICE 2014

Le storie di animali sono sempre istruttive, talora esemplari.
Se proprio non si vuol dire che ci insegnano a vivere, di sicuro ci ricordano come si dovrebbe vivere, e mai l'umanità visse e vive come avrebbe dovuto, come dovrebbe.
Storie di animali, dunque. Quando è poi un veterinario di provincia a narrarcele, a farcene partecipi, allora la cronaca e il mito convivono com'è per la prosa allorchè si fa poetica.
Infatti Silvio Marengo, medico zooiatra fossanese, non si limita a raccontare le piccole o grandi - sempre significative - esperienze incontrate e gestite nel suo lavoro.
Egli si ispira alla Natura come alla gran Madre qual essa è, la trasferisce nelle cose viste, le filtra e se ne serve da filtro per condire di schietta filosofia le proprie emozioni.
Una scrittura fluida, senza fronzoli, semplice perciò spontanea.

Prezzo : 15 euro - pagg.160

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TRE CASE PER FRULLO

Testo : Silvio Marengo
Illustrazioni a colori : Caterina Betti


Anche se somigliano a dei peluche, gli animali sono esseri viventi, non semplici oggetti da regalare !
Questa è la storia di Frullo, che prima di trovare la casa giusta in cui vivere, ha conosciuto tre diversi padroni

Età consigliata : 4-7 anni
Prezzo : 9,90 euro - pagg.24

Editore : LE BRUMAIE EDITORE

ALTRI SCRITTI :

ACCADDE A MONTELUPO
Racconto inedito 1° classificato (per la sezione A.M.S.I. – Ass. Medici Scrittori Italiani ) al premio Cesare Pavese 2006 con la seguente motivazione : “Un quadretto naif che ci presenta uno spaccato solare di vita contadina . Quasi un gioioso ex-voto pagano.”
Ha vinto inoltre al Concorso Letterario Nazionale CITTA' DI ARONA "GIAN VINCENZO OMODEI ZORINI " - IX EDIZIONE 2007- il terzo premio ex- aequo cat. Medici Scrittori - Lingua Italiana.
Prima pagina del racconto :
Correva l’anno 1907. La storia che si studia comunemente sui libri di testo , per chi la studia,ci parla di un periodo di circa vent’anni, gli ultimi dieci dell’ ‘800 ed il primo decennio del ‘900 , che vengono contraddistinti con la generica e graziosa definizione francese di “BELL’ EPOQUE” .
In Francia , come nel resto dell’Europa tale periodo fu caratterizzato da una ventata di diffuso e coinvolgente ottimismo,di relativa assenza di conflitti,di assestamento politico dei vari stati europei, assecondato dalla concomitante espansione della “rivoluzione industriale”. Fu un’epoca di generale positivismo per la borghesia delle grandi città europee, che videro i loro vialoni riempirsi di palazzi fastosi con facciate elegantemente decorate in stile “Liberty”. Ma questa è la “grande Storia” , fatta da famosi statisti ,dalla rampante e ricca borghesia cittadina, che costruiva tali palazzi nei corsi principali e, contemporaneamente, nelle periferie suburbane oscuri capannoni in cui migliaia di lavoratori ed ex contadini annerivano le loro vite al fumo delle ciminiere.
In quegli stessi anni i poveri contadini, paesani dai pesanti scarponi,trascinavano la loro umile storia , fatta di enormi fatiche quotidiane e camicie intrise di sudore spremuto per la sopravvivenza. Anche sulla Langa , come del resto nelle fresche vallate alpine o nelle polverose e torride pianure, la “piccola storia”, quella che non gode della menzione sui libri di testo, avanzava inesorabile, anche se fatta di battaglie decisamente più paesane.
La lunga barriera delle colline di Langa costituisce una vera e propria “lingua di terra”che parte dalle ultime pendici delle Alpi Marittime , là dove si uniscono con l’Appennino Ligure ,e si proietta come un istmo tufaceo verso il centro della pianura piemontese.
Nei tempi antichi, fino ad arrivare al periodo della prima guerra mondiale, le colline argillose costituivano una vastissima propaggine di boscaglie incolte che, prendendo origine dalle macchie silvestri dell’Appennino ligure si continuavano da una parte con le selve delle colline del Roero e dall’altra da quelle del Monferrato. I rilievi langaroli erano del tutto diversi dall’aspetto invitante e curato che presentano ora. Non esistevano ancora le enormi coltivazioni a filari estese sulla dolce rotondità delle gobbe , su tutta la pinguedine dei fianchi del collinare paesaggio.
Un’intricata vegetazione fatta di querce , di faggi ed ontani dalle foglie caduche, di pruni selvatici ed acacie pungenti ricopriva per la quasi totalità il territorio langarolo e monferrino e solamente poche stradette tortuose collegavano tra loro borgate dai tetti muschiosi.
Nel fitto di quelle macchie frondose molti animaletti selvatici trovavano degna dimora. Conigli selvatici, lepri e minilepri, consumavano i loro denti da roditori sulle verdi cortecce del sottobosco, mentre scoiattoli equilibristi uscivano nell’ora dell’imbrunire dai buchi degli alti tronchi in cui avevano dormito per tutto il giorno e saltavano da un ramo all’altro degli alberi.
Essi erano i veri padroni,peraltro del tutto discreti , della fitta boscaglia, poiché potevano attraversarla di corsa sia con rapidi balzi sul terreno sia mantenendosi in posizione sicura sull’alta chioma degli alberi . Grazie alle loro unghiette ricurve ed alla lunga coda pelosa , che usavano per mantenere l’equilibrio a mo’ di asta di un funambolo , erano sempre alla ricerca di ghiande nutrienti, o di farinose castagne o di noci, amaramente oleose. Il ripido terreno sottostante era scandagliato al chiar di luna da onnivori tassi dall’ispido mantello,continuamente alla ricerca di radici dolciastre , bacche zuccherine, frutti secchi nonché piccole prede. Questi utilizzavano i robusti unghielli per lo scavo di complesse tane sotterranee, nonché i denti affilati per difenderle dagli estranei troppo invadenti . Nel comune di Montelupo si trovava una borgata di vecchie casupole: dopo la discesa che dal paese porta giù , nel basso della vallata , vi era un ’ altura dove alcune cascinotte basse erano attorniate da cortili e piccole stalle in cui la vita campagnola scorreva vivace, ritmata unicamente dal tempo e dalle stagioni. In una di queste viveva un fattore, un giovanotto energico, grande sgobbone, di nome Chiaffredo, che nella parlata del paese era da tutti conosciuto come “Ciafrè” . (…)

RECENSIONI :
LA PIAZZAGRANDE - 26-09-2006
LA FEDELTA’ - 27-09-2006
IDEA - 21-05-09

ALTRI PREMI PER RACCONTO “ACCADDE A MONTELUPO ” :
2° EDIZIONE CONCORSO LETTERARIO : “ L’ANIMA DEL BOSCO ”
IN DATA 24-06-2007 PREMIO SPECIALE COMUNE DI SALICETO

ALTRI PREMI :
XXXI PREMIO LETTERARIO “ IL GRAFFITO D’ORO”
SEGNALATO per la Sezione Narrativa
con il racconto “I SALAMI CASARECCI”
BRESCIA - 02-05- 2004
Premio indetto dall’Associazione A.S.L.A.I.
(Ass. Sanitari Letterati Artisti Italiani)
Articolo su “GIORNALE DI BRESCIA” 04-04-2004
poesia : AL CAMIONISTA su PROFESSIONE CAMIONISTA del OTTOBRE 1998
poesia : AVANTI , SEMPRE su PROFESSIONE CAMIONISTA del GENNAIO 1999
poesia : LA VITA IN BILICO su PROFESSIONE CAMIONISTA del DICEMBRE 1999
poesia : IL BRAVO GIRAMONDO su PROFESSIONE CAMIONISTA del LUGLIO 2000
poesia : LA STRADA SBAGLIATA su PROFESSIONE CAMIONISTA del GIUGNO 2001

ARTICOLO DI PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA DAL TITOLO :
CONTRIBUTO ALLO STUDIO SULLA PATOLOGIA CARDIACA DELLO STRUZZO
AUTORI : MARENGO SILVIO, MASSIMILIANO TURSI , SELINA IUSSICH , FRANCO GUARDA
APPARSO SULLA RIVISTA ARGOMENTI - SIVEMP - N. 4 DICEMBRE 2008

RACCONTO : I SALAMI CASARECCI

Un vecchio adagio popolare recita che il maiale tutto intero s’ha da utilizzare. Di esso nulla va buttato ed il suo corpo intero è reimpiegato. Le parti muscolari migliori diventano arrosti prelibati o stufati per palati raffinati. Le parti invece muscolari minori,come quelle fissate alle ossa concorrono egregiamente per la macinazione della carne rossa. Ed ecco nascere i “salami” con tanta polpa tritata , speziata , miscelata e tosto insaccata. Nel novero degli insaccati “insacchiamo” pure la tenera salsiccia , che si manda giù come un budino, ma anche i salami regionali, come quelli di Milano, di Fabriano e di Felino. C’è l’affumicato calabrese, i cacciatorini, i cotechini ed il salame piemontese. Poi una reticella fatta col cordino serve per suddividere e portare un piombino. Altro argomento son le carni salate che ottimamente stagionate sono all’estero esportate. Che siano prosciutto di Parma o San Daniele, pancetta, culatello o speck , spalla o bresaola, l’importante è che non manchino sopra alla tavola. Proprio ad una profumatissima reticella ed un piombino stampigliato si dedicò un giorno un bel gattone che nella campagna cuneese viveva tranquillo e ben alimentato. In quel freddo giorno di gennaio, il suo proprietario era tanto indaffarato nelle caserecce operazioni di macellazione del porco , fino a poco prima amorevolmente allevato. Era stato chiamato per tale festaiola incombenza un norcino esperto, macellaro di lungo corso il quale , oltre che artefice principale di repentino dissanguamento, sbrigativa decapitazione , competente svisceramento, grintoso abbattimento di scure per la spartizione delle mezzene , disinvolta sezionatura delle carni, era dispensatore di spezie aromatiche e di sbollentate budella ed anche vettore di pesante macchina insaccatrice nonché intrecciatore attraente di spaghi ad una velocità che incanta. Dall’alto della sua trentennale esperienza di sventrascrofe mercenario, sbollentatore professionale di bianche cotenne, eradicatore spensierato di testicoli, segaossa a tempo pieno e molatore di lunghe lame a tempo parziale, impartiva ordini precisi ed impellenti a tutti i componenti della famigliola con l’autorità di un ras di quartiere. In un tale contesto di febbrile agitazione, di alacre vivacità produttiva, il micio casalingo,ormai anestetizzato dall’effluvio degli aromi carnei, che da qualche ora avevano saturato l’ambiente, si era portato quatto quatto sotto al rustico tavolaccio provvisorio che fungeva da centro delle norcinesche operazioni. Solo apparentemente addormentato, ma più probabilmente in stato saporoso, se ne stava là sotto nella posizione raccolta, tipica del felino in tranquilla attesa . Di tanto in tanto si azzardava a predare con rapace scatto qualche ritaglio sanguinolento di carne , piuttosto che un altro carniccio di scarto che , eliminato dalla macinatrice meccanica, veniva lasciato cadere a terra. Quel giorno era una festosa ricorrenza per tutta la famiglia e lui,essendo parte dei componenti della casa, beneficiava abbondantemente dell’atmosfera. Con scatto da predatore domestico,ghermiva le sue piccole prede succulente ed ingollava rapido, abituato alla sugosità dei carnicci grassi . Intanto il macellaio di sopra al tavolo procedeva spedito nel suo compito di insaccamento e legatura. Già lunghe file di salami da consumare crudi erano state appese alle robuste sbarre del locale di asciugatura ed altri insaccati più consistenti con reticella singola venivano confezionati. Per qualche motivo uno di questi ultimi venne ridimensionato e l’operatore esperto tranciò con colpo netto un angolino di reticella con annesso piombino e parte apicale dell’insaccato. Qualche momento dopo lo scartino veniva sospinto in un angolo del piano di lavoro da altre masse presenti. E fu così che, cadendo ad un certo punto a terra , veniva prontamente ghermito dal micio ed ingollato in un sol boccone. Ma il piombino trovò qualche resistenza nella sua discesa nel cavo oro-faringeo del felino o, per dirla in soldoni, gli rimase sul gargarozzo. Da lì in poi ebbe fine la giornata festaiola del gatto ed iniziò una sofferta penitenza , fatta di rigurgiti e di scuotimenti profondi. La preoccupazione assalì i proprietari che fino a quel momento , nell’eccitazione generale, a tutto avevano badato, eccezion fatta per le ladresche imprese del gatto che anzi, erano state tollerate con ridente bonarietà. Fu così che risuonò il telefonino ed io mi recai prontamente sulla scena dell’accaduto. Feci portare la bestiola in un’ altro salone, lontano dall’improvvisata norcineria e praticai le prime cure del caso. Procurai farmacologicamente il vomito ed in pochi secondi il povero micio restituì la reticella con piombino e budello annessi , nonché buona parte del pasto ladrato. Tutto andò a buon fine ed il gatto, ormai tranquillizzato, fu lasciato chiuso in qualche locale più sicuro. Prima di congedarmi fui chiamato ad ammirare le file di salami freschissimi ed il proprietario, poiché era soddisfatto del risultato del mio intervento, mi cacciò in mano un paio di pezzi da mezzo chilo e, se lo gradivo, pure una parte di quel bel fegatone. Ma certo che lo gradivo…
(racconto tratto dal libro “IL MICIO ELETTRICO” )

-Premio Cesare Pavese XXVIII EDIZIONE
presso CE.PA.M. (Centro Pavesiano Museo Casa Natale)
a Santo Stefano Belbo in data 27- 08- 2011
1° Classificato - sez. A.M.S.I. (Ass. Medici Scrittori Iitaliani)
Narrativa Inedita con il racconto BASTIAN E IL BUE BIOND


con la seguente motivazione:
Lo sfondo del racconto è quello delle colline di Langa nell'inverno de '44, in piena guerra. San Benedetto Belbo è stato dato alle fiamme dai nazisti. L'episodio del recupero di un tronco di rovere da parte dell'anziano Bastian, con l'aiuto del bue Biond, è apparentemente insignificante, ma, anche se non entrerà a far parte della storia con la esse maiuscola, esso rappresenta una vittoria della tenacia contadina cocciutamente volta al bene.

 
Premio I SEMPLICI A SINIO

consegnato nel luglio 2002 a Sinio dall' Associazione IL NOSTRO TEATRO DI SINIO con la seguente motivazione :

Le persone semplici sono riuscite a far cose piuttosto difficili e, siccome nessuno gli aveva detto che erano difficili, loro semplicemente le hanno fatte.

POESIA di SILVIO MARENGO .. 25 - 07 – 06

SACROSANTA PIOGGIA

Sacrosanta pioggia
tu che sei salita
su dal mare lontano,
tu che hai volato
sopra tutti
i continenti,
discendi ad aspergère
la terra degli avi
e l'animo nostro
di impuniti oppure ignavi.
Combatti l'aridità
della crosta terrestre
e della nostra
anima incrostata.
Pòsati rugiada
sulle tenere erbe
e sulle fanciulle in fiore.
Condensa il vapore
e fertilizza la terra,
abbevera gli armenti,
rinnova le stagioni
dei frutti e dell'amore.
Risvegliate le campànule,
o preziose stille,
alleviate il rodo dentro
e sviluppate
il non ti scordar di me.
E non permettete
all'aridità,
o sacrosante gocce
di insabbiarci
fuori e dentro.


 
Premio LAMPI DI POESIA / SLUSSI 'D POESIA

In data 17/06/2017 a Torino, per il concorso Nazionale "Lampi di poesia - Slussi 'd poesia" organizzato dall'Associazione Monginevro Cultura ha ricevuto il 1° Premio per la categoria "Racconto breve in lingua italiana" con il brano dal titolo "IL PARTO DELL'ASINA"

 
Amore al canile
Romanzo bucolico di lavoro perduto, cuori trafitti e passione per la natura


Romanzo
Editore: ARABA FENICE 2017

Come sarebbe bello ritornare ai tempi del boom economico, in cui il progresso era ancora tutto da venire, e tutto era ancora da immaginare, da sviluppare, da realizzare.
I nostri sogni volavano alti.
Oggi, dopo che abbiamo visto realizzate le cose immaginate, finite le possibilità di espansione, dopo che abbiamo messo in pratica il benessere a lungo sognato, ci troviamo ad aver scavato miniere e inquinato terre, cementificato anche più del dovuto, costruito fabbriche e capannoni che poi abbiamo abbandonato, in nome della globalizzazione.
Di questi tempi siamo pronti a fare il rapido ricalcolo delle quote rimanenti, e i nostri sogni volano molto più in basso.
Puntano al difficoltoso mantenimento della prosperità di alcuni anni addietro.
Per ottenere questo, in molti casi, occorre ritornare a considerare i lavori della terra, e dei nostri avi, che erano stati frettolosamente abbandonati in nome della "modernità".

Prezzo : 14 euro - pagg.142

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RECENSIONE DI DEBORA GAULI COMPARSA SUL SITO DI RECENSIONI TRACCE D'INCHIOSTRO –

Leggi dal sito

Amore al canile è il secondo libro che leggo di questo autore. Il primo era una raccolta di racconti, questo invece è un romanzo vero e proprio.
L’autore che ho incontrato di persona e che mi ha gentilmente omaggiato e autografato il libro ha precisato che sarebbe molto adatto per una trasposizione teatrale.
In un primo momento non avevo capito il perchè ma leggendolo e soprattutto vedendo la moltitudine di dialoghi, tutto mi è stato chiaro.
La storia è ambientata in una cascina nelle campagne cuneesi. Matteo, padre di Adele, è ormai vecchio e non vede l’ora che la figlia si sistemi e si sposi con un brav’uomo, che abbia voglia di lavorare, così da poter essere aiutato nell’attività agricola che gli ha sempre permesso di mantenere la sua famiglia e di mettere da parte qualche risparmio.
L’occasione giusta arriva e Adele si sposa con un uomo che , dopo poco tempo, sparirà dalle loro vite lasciandoli in una situazione economica critica.
Adele e Matteo dovranno ricominciare daccapo, ognuno con le proprie ferite da rimarginare.
Matteo dovrà rimboccarsi nuovamente le maniche per provvedere da solo, con l’età che avanza, al proprio sostentamento e a quello della figlia.
Adele invece dovrà superare il tradimento dell’uomo che amava, oltre a dover trovare un modo per aiutare il papà. La soluzione ai loro problemi arriva il giorno in cui Adele, occupandosi dei cani di un’amica, sviene nel loro recinto.
Al risveglio, tra leccate e sniffate, prende una decisione dettata dalla gratitudine : aprirà un canile.
Una volta svolte le pratiche burocratiche e la costruzione dei box, il canile è pronto per aprire i battenti.
I primi cani non tardano ad arrivare e ben presto il lavoro inizia ad aumentare.
Erio, un ex-tecnico disoccupato –chiamato anche “poeta-contadino” – è ben felice di dedicare mezza giornata per aiutare Adele a governare gli animali e svolgere i lavori più pesanti.
--L’ irrequietezza, dicevo, è un grosso cane mastino che latra dentro ciascuno di noi. Chi dispone di un animo forte e sereno domina il “cane dentro” e lo può mettere al proprio servizio.
Può addestrarlo ad essere un simpatico “volpino da compagnia” e farne un cane desideroso di carezze, oppure lo istruisce per diventare un provetto “cane da tartufi” per fargli scovare le cose di cui ha necessità, o di suo gradimento, o magari se ne serve come un “cane da pastore” , ottimo collaboratore per gestire tutte le evenienze. Invece chi non riesce a conoscersi bene, chi non riesce a controllarsi, a far delle scelte coraggiose, permette al “cane dentro” di diventare un cane da guardia inferocito, un mastino rabbioso che ringhia sempre più forte, e si lascia mordere e lacerare dentro, si fa masticare le budella e straziare il cuore.—
Attorno a questi protagonisti ne ruoteranno altri, più o meno importanti, dagli amici ai veterinari, ed ogni occasione sarà buona per sedersi attorno al tavolo e gustarsi una tazza di caffè e parlare delle cose più disparate . I dialoghi occupano il novanta per cento delle pagine di questo libro e se da un lato ciò può essere utile per aiutare il lettore ad immedesimarsi, dall’altro rischia di rallentare la narrazione. Ci sono alcuni aneddoti o fatti riguardanti gli animali, ma l’autore ha scelto invece di concentrare l’attenzione sui sentimenti dei personaggi . Ampio spazio viene anche dedicato alla poesia ; Erio, l’aiutante di Adele, viene appunto chiamato poeta-contadino proprio perchè è un contadino che ama scrivere poesie e nel libro se ne possono leggere alcune.
--E’ la vita....il rischio fa parte del “mestiere della vita”....d’altra parte-continuò Manzoni – vivendo si rischia sempre, sia in una direzione che nell’altra . Se gli chiedi rischi di perderlo , ma se non gli chiedi rischi di non vivere una vita diversa ...bisogna valutare tutto e poi decidere di rischiare qualcosa....—

Silvio Marengo, con uno stile molto semplice, ha saputo raccontare la quotidianità della vita contadina e la ricerca dell'Amore Disinteressato e Sublime.
Ha dato dimostrazione delle sue doti poetiche e ha catturato l’attenzione raccontando aneddoti e trascrivendo riflessioni.
AMORE AL CANILE è un libro delicato che invita il lettore ad accomodarsi e a godersi ciò che la semplicità della vita può offrire senza troppi fronzoli.

Debora Gauli – Direttrice del Blog Tracce d’ Inchiostro -- Settembre 2017

RECENSIONE di Elena Broseghini, editor e traduttrice per Mondadori e altre case editrici, Milano 2017

Ho letto il libro di Silvio, che è proprio come lui, con la sua curiosità per la natura, la campagna, gli animali, la nostalgia per i cicli primari, per l’autenticità minacciata da un presente smaterializzato, la fascinazione per quello sguardo altro sul reale che è lo sguardo poetico . E anche i suoi tratti di ingenuità . Ma di sgamatezza e cinismo pullula il mondo, e non sa dirci nulla di nuovo.
Avendo tradotto – alle mie prime esperienze secoli fa- per Feltrinelli il volume sui mammiferi in cinque volumi di Smolik, dove molto mi aveva dilettata la descrizione , in una radura di bosco illuminata dalla luce della luna, della disfida di due maschi di lepre rivali in amore a colpi di boxe , molto ho gustato la scena, osservata in prima persona dai bassi rami di un noce, della intrepida mamma lepre scalciante che difende i piccoli dagli odiosi corvi famelici, che alla fine devono battere in ritirata . Avrei voluto vederla io, dai bassi rami di un noce, la gloriosa scena......



LIBRERIE DOVE SI POSSONO TROVARE I LIBRI DI SILVIO MARENGO :

- LIBRERIA DORA GROSSA via Garibaldi 11bis - Torino
- LIBRERIA PIEMONTESE - Via San Secondo 11 - Torino tel.011- 544819
- LIBRERIA IL MELOGRANO - C.so Racconigi 15 - Torino
- LIBRERIA STELLA MARIS - Via Felice Cavallotti 5 - Cuneo
- COOP. LIBRARIA LA TORRE - Via Vittorio Emanuele 19 - Alba
- LIBRERIA LE NUVOLE - V. Cavour - Fossano
- NOVITA' CATTOLICHE LIBRARIE - V. Dante - Fossano
- LIBRERIA LE CORTI -Via della Resistenza 4 -Saluzzo
- LIBRERIA Il Nuovo Trittico - Via San Vittore 3 - Milano
- CARTOLIBRERIA LA FENICE - Corso Genova 20 - Milano
- CARTOLIBRERIA Pigaiani - Via Lamarmora 177 - Grugliasco - TO